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COSTRUZIONE DI UNA PISCINA INTERRATA

 

Quando e come è prevista l’IVA agevolata

Stai pensando di costruire una piscina interrata a casa?

Ti do una buona notizia: potresti avere diritto a beneficiare dell’IVA agevolata al 4% o al 10%.

Vediamo di capire, secondo le norme attuali, come funziona.

Innanzitutto considera che, legalmente, la piscina interrata ad uso privato viene considerata “pertinenza” dell’abitazione.

Il concetto di questa premessa è fondamentale, e trova riscontro nella sentenza del 8/8/2006 del Consiglio di Stato secondo cui, ai sensi dell’art.817 del codice civile, “si intendono per pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di altra cosa”.

Per questo motivo, sia che la tua casa sia di nuova costruzione, in ristrutturazione, oppure se la piscina fosse un semplice ampliamento, i principi per l’applicazione dell’IVA agevolata non dovrebbero cambiare (nota: attenzione, su case esistenti la materia può risultare controversa).

Tieni però presente anche che, una volta terminata la costruzione della piscina, dovrai presentare all’Agenzia delle Entrate una pratica di variazione catastale, chiamata Do.C.Fa., comprendente la piscina come pertinenza.

Riguardo questa pratica, nessuna paura: se la piscina non supera gli 80mq di superficie o se la casa non presenta già almeno 3 caratteristiche delle abitazioni di lusso, non avrai nessun cambio nella classe catastale e quindi no, non pagherai più tasse con la piscina.

Detto questo, potendo quindi considerare la piscina interrata una pertinenza dell’abitazione, per capire quale aliquota IVA ti spetta, ci sono delle semplici condizioni da considerare.

IVA al 4% per la realizzazione della piscina

Per avere diritto all’applicazione dell’IVA agevolata al 4% sulla costruzione della tua piscina interrata, devi possedere i requisiti soggettivi e oggettivi necessari per accedere all’agevolazione “prima casa”.

I requisiti soggettivi, da rispettare al momento della costruzione, sono:

  • non devi essere titolare esclusivo, o in comune con il coniuge, di un’altra abitazione nello stesso Comune in cui si trova la casa di cui la piscina diventerà pertinenza;
  • non devi avere diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o nuda proprietà su un’altra casa, per la quale tu abbia già usufruito dell’agevolazione “prima casa”, su tutto il territorio nazionale.

Per quanto riguarda invece i requisiti oggettivi, è uno soltanto.
In breve, la casa presso cui verrà costruita la piscina interrata non deve rientrare nella categoria “abitazione di lusso”. È sufficiente cioè che non sia accatastata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

IVA al 10% per la realizzazione della piscina

Nel caso in cui non possedessi i requisiti soggettivi per accedere all’agevolazione “prima casa” (vedi sopra), a condizione che l’abitazione di cui la piscina interrata diventerà pertinenza non rientri in nessuna delle categorie catastali di lusso (quindi rispetti il requisito oggettivo), avrai comunque diritto all’IVA agevolata al 10%.

Nessuna agevolazione per la realizzazione della piscina

A prescindere dai requisiti soggettivi visti prima, se la casa di cui la piscina diventerà pertinenza dovesse appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, se fosse quindi considerata “abitazione di lusso”, purtroppo non avrai accesso ad alcuna forma di IVA agevolata. In questo caso sarà quindi applicata l’IVA ordinaria al 22%.

In conclusione

Per semplicità, ti riporto uno schema riassuntivo:

  • Abitazione non di lusso + SI requisiti “prima casa” -> IVA 4%
  • Abitazione non di lusso + NO requisiti “prima casa” -> IVA 10%
  • Abitazione di lusso (categoria catastale A/1, A/8 o A/9) -> IVA 22%

In ogni caso, ti anticipo che quasi sicuramente il costruttore della piscina ti chiederà un’autocertificazione necessaria per la richiesta di applicazione dell’IVA agevolata.

Questo significa che la responsabilità della “scelta” è tua.

Tieni conto poi che nel corso degli anni abbiamo visto, purtroppo, diversi casi in cui il cliente – scegliendo di accedere all’IVA al 4% – si è poi visto recapitare a casa una contestazione dell’Agenzia delle Entrate.

Per questo mi sento di raccomandarti di chiedere sempre, per sicurezza, al tuo commercialista.

Fonti: Sole24ore

 

 

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